La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia plastica più comunemente conosciuto come ingrandimento del seno. Sempre più spesso le donne, giovani e anche molto giovani, sentono l’esigenza di ingrandire il proprio seno perché ritenuto troppo piccolo rispetto al resto del corpo o perché asimmetrico. L’ipoplasia mammaria o una grave asimmetria sono spesso percepite dalla donna come motivo di imbarazzo e disagio, portando alla non accettazione del proprio corpo e mettendo a rischio i rapporti sociali, specialmente con il sesso maschile. La forma e le dimensioni della mammella dipendono da numerosi fattori (genetici, ormonali, gravidanze, allattamento e peso corporeo) e sono soggetti a modificarsi nel corso degli anni. Tra le donne più adulte si ricorre a questo intervento a seguito di gravidanze e allattamento prolungato che hanno portato ad atrofia involutiva della ghiandola mammaria. In questi casi, dopo la fine dell’allattamento, la pelle risulta rilassata e poco tesa e il seno come svuotato, cadente e poco turgido.

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1Come sono fatte le protesi mammarie?
I materiali con cui vengono costruite le protesi mammarie hanno subito notevoli evoluzioni negli anni. Al giorno d’oggi le protesi di alta qualità sono in silicone, costituite da un involucro esterno testurizzato più resistente contenente un gel più o meno coesivo. In commercio sono disponibili anche protesi rivestite di poliuretano che vengono, a volte, utilizzate nei pazienti con precedente contrattura capsulare. La maggiore o minore proiezione della protesi e la sua dimensione varia da caso a caso e viene stabilita, prima dell’intervento chirurgico, al fine di donare al seno un aspetto naturale e il più adeguato possibile alla struttura fisica della paziente.
2Cosa bisogna fare prima dell’intervento?
Una prima consultazione con il chirurgo plastico aiuterà a eliminare dubbi e perplessità, a comprendere esattamente come avverrà l’operazione e quali siano tutte le opzioni e possibilità adatte al proprio caso. Al fine di raggiungere un risultato ottimale, verranno valutate le possibili minime varianti della procedura chirurgica in base alle caratteristiche anatomiche e alle esigenze della paziente. La visita non è vincolante e dà la possibilità di ricevere tutte le informazioni e soddisfare ogni curiosità riguardo al programma chirurgico e post chirurgico, farmaci da assumere, analisi e controlli da eseguire e i costi.
3Come avviene l’intervento chirurgico?
Il posizionamento delle protesi, infatti, dipende dalle caratteristiche del seno e dall’obiettivo da raggiungere. Le possibili alternative sono tre: • Mastoplastica additiva con posizionamento retro ghiandolare, per le pazienti con un’adeguata copertura cutanea e ghiandolare; • Mastoplastica additiva con posizionamento retro muscolare, per le pazienti con copertura cutanea e/o ghiandolare inadeguata; • Mastoplastica additiva con posizionamento parzialmente retro muscolare (dual plane), adatta a pazienti con un lieve o moderato rilassamento cutaneo. L'intervento si svolge in anestesia generale e ha una durata di circa 90 minuti. In relazione al tipo di protesi scelta, alla sua grandezza e al sito di impianto stabilito in fase preoperatoria, l’inserimento delle protesi avviene attraverso un’incisione che varia tra i 2.5 e i 6 cm lungo il solco sottomammario o lungo il margine periareolare inferiore, in modo da lasciare una cicatrice il più possibile sottile e poco visibile. Dopo aver praticato l’incisione, viene creata la tasca sottocutanea o sottomuscolare nella quale verrà inserita la protesi. Una volta inserita la protesi, si procede alla sutura della cute, eseguita in modo tale da rendere la cicatrice meno evidente possibile. Si applica, infine, un bendaggio compressivo, che, una volta rimosso, viene sostituito da un reggiseno sportivo. La durata del ricovero è di un giorno. È un intervento che non interessa la ghiandola mammaria e ne preserva quindi la funzione consentendo il normale allattamento al seno.
4Cosa succede dopo l'operazione?
Dopo circa 5 giorni dall’operazione la medicazione compressiva viene rimossa e sostituita con un reggiseno elastico sportivo, che dovrà essere indossato per circa 30 giorni. Le suture vengono rimosse dopo due settimane dall’intervento. Nei primi giorni successivi all'operazione si consiglia riposo assoluto e limitazione dei movimenti, in particolare degli arti superiori. Nella prima fase post-operatoria sarà normale una sensazione di gonfiore, rigidità e lieve dolore delle mammelle. Dopo 7-10 giorni può essere ripresa l'attività lavorativa e dopo circa 30 giorni quella sportiva.
5I farmaci
Nei primi giorni post-operatori sarà normale la presenza di lieve dolore, gonfiore, arrossamento ed ecchimosi della zona trattata. Il fastidio post-operatorio può essere controllato con normali antidolorifici e antinfiammatori.
6Le cicatrici
Le cicatrici residue hanno una lunghezza di circa 4-7 cm e sono poco visibili, sia nel solco mammario che a livello peri-areolare.
7Il risultato
Il risultato dell'intervento chirurgico dipende da diversi fattori: la condizione clinica di partenza del paziente, la capacità di cicatrizzazione e l'osservanza delle indicazioni post-operatorie date dal chirurgo: evitare movimenti inappropriati, astenersi dall'esposizione solare fino a completa stabilizzazione delle cicatrici. Il profilo definitivo sarà visibile dopo circa un anno ma i risultati e i benefici saranno apprezzabili fin da subito.
8Quali sono i rischi?
Le complicanze dell'intervento sono rare, ma possibili: ematomi e sanguinamento, infezione, ritardata guarigione della ferita chirurgica, cicatrizzazione ipertrofica, modificazione della sensibilità cutanea. Le complicanze relative all'impianto protesico possono essere: contrattura capsulare e rottura della protesi. Le cause di queste complicanze non sono ancora del tutto chiare e numerosi sono gli studi al riguardo. La contrattura capsulare è una complicanza prevedibile e molto frequente, che consiste nella formazione di una capsula periprotesica eccessivamente rigida che disloca la protesi e causa asimmetria mammaria. Esistono vari gradi di contrattura e, in base alla gravità, si imposta il trattamento più adeguato. Nei casi più gravi è necessaria la revisione chirurgica con eventuale capsulotomia e sostituzione di protesi. L’utilizzo di adeguati accorgimenti e di protesi di nuova generazione e di ottima qualità riduce notevolmente l'incidenza di questa complicanza. La rottura protesica, complicanza più rara, comporta dolore e asimmetria mammaria e necessita di una revisione chirurgica con pulizia della sede di impianto e sostituzione protesica.