Mastopessi

DI COSA SI TRATTA?

La mastopessi è un intervento di chirurgia plastica che ha lo scopo di correggere la ptosi del seno, cioè lo scivolamento verso il basso di una mammella che risulta cadente e svuotata, riportando le mammelle nella sua posizione normale. Qualora si volesse aumentare anche il volume della mammella è possibile abbinare a questa metodica l’impianto di protesi mammarie.

L'INTERVENTO

Before After

FAQ

La mastopessi permette di sollevare il seno, migliorarne la forma e correggere eventuali inestetismi comparsi dopo una gravidanza, l’allattamento o dimagrimenti oppure durante l’invecchiamento. Infatti, l’aumento del volume e del peso del seno può distendere notevolmente la cute, sottoponendola a un significativo stress meccanico. La successiva diminuzione del seno lascia la pelle svuotata e priva dell’elasticità necessaria per riadattarsi al nuovo volume della mammella; le strutture connettivali profonde possono danneggiarsi, contribuendo alla lassità cutanea, e possono comparire delle smagliature. L’invecchiamento può, invece, promuovere la ptosi della mammella contribuendo alla perdita dell’elasticità e della tonicità della pelle.
Prima dell’intervento è necessario aspettare almeno 6 mesi dalla fine dell’ultimo allattamento. Se la paziente segue una dieta, è necessario attendere il raggiungimento del peso prestabilito ed assicurarsi la stabilita dello stesso. Può essere necessario sottoporsi a una mammografia.
L’intervento di mastopessi può essere eseguito in regime di day hospital o richiedendo il ricovero per una notte. Viene condotto in anestesia generale e ha una durata variabile tra i 90 minuti e le 3 ore. Esistono due grandi tipologie di intervento. Il lifting al seno senza protesi prevede il sollevamento verso l’alto di areola, capezzolo e ghiandola ed il rimodellamento della forma delle mammelle. La mastopessi additiva prevede, invece, l’inserimento di protesi mammarie per aumentare le dimensioni del seno e migliorarne la forma.
Dopo la mastopessi è necessario sottoporsi a visite di controllo per eseguire medicazioni e rimuovere i punti di sutura. A volte, al momento della dimissione, viene applicata una medicazione moderatamente compressiva. Inoltre, può essere consigliato l’uso di un reggiseno compressivo per due mesi. Il gonfiore e le ecchimosi, che potranno comparire, sono del tutto normali e andranno attenuandosi con il passare dei giorni. Dopo il terzo giorno la paziente potrà tornare a svolgere le proprie attività quotidiane, evitando, però, qualsiasi tipo di sforzo. Dopo 7-10 giorni dall’operazione sarà possibile riprendere il proprio lavoro, purché non eccessivamente faticoso, mentre per l’attività sportiva sarà opportuno attendere almeno 3-4 settimane.
I farmaci antidolorifici possono essere somministrati già prima dell’intervento, per poi essere ridotti gradualmente durante il postoperatorio. Inoltre, possono essere prescritti degli antibiotici.
Il lifting al seno senza protesi, eseguito con la tecnica round-block, prevede l’esecuzione di una sola incisione sul contorno dell’areola. Con il tempo la cicatrice diventa sempre meno visibile. A volte, però, possono rimanere cicatrici più evidenti, dette a T invertita o a J, associate a interventi che richiedono correzioni di maggiore entità, che prevedono di eseguire sia un’incisione intorno all’areola sia un’incisione verticale, nella parte inferiore del seno. Quest’ultima arriva fino al solco mammario, dove si congiunge con una terza incisione che corre proprio lungo tutto il solco, arrivando, in alcuni casi, fino a sotto alle braccia.
Subito dopo l’intervento il seno potrebbe sembrare eccessivamente sollevato e gonfio, ma nelle settimane successive assumerà la forma desiderata. Salvo rari casi, anche la sensibilità del complesso areola-capezzolo, che inizialmente potrebbe ridursi sensibilmente, tornerà pressoché normale dopo alcuni mesi.
L’intervento di mastopessi è associato al rischio di ematomi, infezioni, problemi alle ferite, alterazioni della sensibilità, esiti cicatriziali insoddisfacenti, indurimenti localizzati, asimmetrie e perdita totale o parziale del complesso areola-capezzolo. Non altera, invece, la possibilità di allattare al seno.

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