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Mammella tuberosa

DI COSA SI TRATTA?

Le mammelle tuberose o con asimmetrie severe sono anomalie congenite dovute a un’alterazione dello sviluppo della ghiandola mammaria, caratterizzata da un aumento abnorme della distanza tra i due seni, da una evidente asimmetria tra i due solchi e da un complesso areola-capezzolo molto grande, che può arrivare ad occupare tutta la parte apicale del seno.

L'INTERVENTO

FAQ

La maggior parte delle donne presenta mammelle leggermente diverse; tuttavia, in alcuni casi le asimmetrie sono particolarmente evidenti e possono creare forte imbarazzo, generando limitazioni nella vita quotidiana. La deformità mammaria tuberosa può assumere diversi aspetti. Alcuni dei sintomi comuni includono: forma conica con areola ingrandita; base del seno insolitamente stretta; spaziatura significativa tra i seni; pelle del seno stretta sotto il capezzolo; piega inframammaria scarsamente definita o assente; aspetto piatto alla metà superiore del seno; tessuto mammario che sembra proiettare in areola e capezzolo. In alcune donne la condizione riguarda solo un seno e crea un aspetto asimmetrico che può essere molto difficile da minimizzare. Un intervento correttivo permette di ripristinare la simmetria e rimodellare il seno per conferirgli la forma e il volume desiderati.
Durante la visita specialistica il chirurgo esaminerà la storia della paziente, valuterà le sue caratteristiche fisiche e le sue aspettative, identificando così la soluzione migliore per il suo caso. Il chirurgo informerà la paziente anche dei rischi associati all’intervento di correzione delle mammelle tuberose e asimmetriche, spiegando nel dettaglio la procedura.
Prima dell’intervento è necessario sottoporsi a degli accertamenti. Sarà il chirurgo a prescriverli. In particolare, è utile un’ecografia mammaria bilaterale.
L’intervento, condotto in anestesia generale, può prevedere il regime di day hospital o richiedere il ricovero per una notte. Nei casi meno gravi la correzione delle mammelle tuberose può richiedere il solo aumento del seno. Altre volte è, invece, necessario ristrutturare, rimodellare e aumentare il seno riposizionando allo stesso tempo l’areola. La ghiandola mammaria può essere espansa con o senza l’inserimento di una protesi, rimodellandola mediante lipofilling (cioè l’uso di grasso autologo prelevato da altri punti del corpo della paziente). In alcuni casi è necessario sottoporsi a più procedure. Prima di inserire delle protesi può, infatti, essere necessario espandere la base del seno; per farlo vengono utilizzati appositi impianti che vengono gonfiati iniettando settimanalmente della soluzione salina. In caso di ptosi è necessario anche un lifting del seno, con rimozione dei tessuti in eccesso il riposizionamento di seno e areola. Anche le procedure necessarie per la correzione delle mammelle asimmetriche possono variare in base alla gravità dell’asimmetria. Gli aspetti su cui è possibile dover intervenire sono la forma, la posizione e il volume del seno, e, a seconda dei casi, potrebbero essere necessari: l’aumento del seno; la riduzione del seno; il lifting del seno. In molti casi per ottenere risultati ottimali si ricorre a un intervento di riduzione abbinato a una mastopessi (lifting del seno). Inoltre, in presenza di asimmetrie severe, può essere necessaria una revisione chirurgica.
Dopo l’intervento possono manifestarsi gonfiore, indolenzimento o lievi dolori. È possibile riprendere le normali attività quotidiane dopo 1-2 giorni, evitando però attività pesanti e sport vigorosi per qualche settimana. Per minimizzare il gonfiore vengono in genere applicate delle fasciature, e, per accelerare il recupero, potrebbe essere consigliato l’utilizzo di un reggiseno chirurgico. Inoltre, per rimuovere un probabile accumulo di fluidi, vengono posizionati tubi di drenaggio che possono essere rimossi dopo una settimana circa.
Il dolore può essere efficacemente contrastato assumendo farmaci antidolorifici. Potrebbero, inoltre, essere prescritti degli antibiotici.
Le cicatrici variano a seconda delle tecnica chirurgica scelta. Possono essere periareolari, sotto il solco oppure a T invertita. Per la guarigione è necessario attendere almeno un anno.
Una volta scomparso il gonfiore il risultato dell’intervento è permanente.

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