L’Addominoplastica consiste in un intervento di rimozione dei tessuti cutaneo e adiposo in eccesso, localizzati nella parte centrale e inferiore dell’addome, al fine di ottenere un addome piatto.

La motivazione che spinge un paziente a sottoporsi a tale intervento nasce dall’esigenza estetica di rendere più tonico il proprio addome e di proporzionarlo alla sua struttura corporea. Tale intervento può essere utile qualora una qualsiasi causa, come un’importante perdita di peso (dieta e/o chirurgia bariatrica) o una gravidanza, determini un rilassamento della parete addominale con una diminuzione dell’elasticità cutanea. La resezione cutanea della regione addominale inferiore consente, inoltre, di migliorare inestetismi cutanei molto frequenti in questo tipo di pazienti, quali cicatrici e smagliature.

Questo intervento ha lo scopo di eliminare gli eccessi di grasso e di pelle, nonché di rinforzare la parete addominale attraverso particolari tecniche di sutura muscolare, conferendo tonicità alla muscolatura. Tuttavia, lo scopo dell’intervento non è la perdita di peso e non è sostitutivo di uno stile di vita sano.

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1La visita specialistica
Una prima consultazione con il chirurgo plastico aiuterà ad eliminare dubbi e perplessità, a comprendere esattamente come avverrà l’operazione e a capire quali saranno tutte le opzioni prospettate nel proprio caso. La prima visita non è vincolante e dà la possibilità di ricevere tutte le informazioni nei minimi particolari: riguardo al programma chirurgico e post chirurgico, alla tipologia dei farmaci , alle analisi e ai controlli da eseguire, e, ovviamente, ai costi. Alla fine il chirurgo avrà raccolto tutti i dati necessari sullo stato psicofisico del paziente e le sue motivazioni. Raramente potrebbero essere richiesti esami strumentali per la valutazione di una eventuale diastasi dei muscoli retti. Solo se tutti questi esami saranno nella norma, l’intervento potrà essere eseguito. Inoltre, due settimane prima dell’operazione, è necessario astenersi da fumo e farmaci (a meno che non siano espressamente autorizzati dal chirurgo), evitando soprattutto l’assunzione di aspirina perché essa favorisce il sanguinamento. Le possibili alternative chirurgiche sono due: Addominoplastica standard: indicata nei pazienti con una dermatocalasi addominale, con un importante eccesso adiposo e cutaneo e una correzione delle diastasi dei muscoli retti. Mini-addominoplastica: meno complessa ed invasiva, indicata nei pazienti con un inestetismo addominale della regione sottombelicale e un modesto eccesso adiposo e cutaneo, anche valido, nelle importanti diastasi dei muscoli retti post parto, dove non c’è una importante dermatocalasi addominale.
2In cosa consiste l'intervento chirurgico?
L'intervento si svolge in anestesia generale e può durare due o tre ore. La tecnica chirurgica dell'addominoplastica standard prevede un'incisione trasversale al di sopra del pube tra le due creste iliache. Si procede con lo scollamento soprafasciale della parete addominale fino al processo xifoideo dello sterno e incisione periombelicale con isolamento dell'ombelico. Se necessario, in caso di diastasi dei muscoli retti dell'addome, si effettua l'avvicinamento, mediante sutura, dei margini muscolari lungo la linea mediana. L'intervento procede con la trazione verso il basso della parete addominale, con la resezione del tessuto in eccesso e la sutura dei margini. L'intervento si conclude con il riposizionamento dell'ombelico e il posizionamento di drenaggi in aspirazione. Rispetto alla procedura standard, la mini-addominoplastica richiede un minore scollamento della parete addominale e non richiede il riposizionamento ombelicale. Al termine dell'intervento si applica un bendaggio compressivo, che, una volta rimosso, viene sostituito da una panciera elastica contenitiva. In alcuni casi è possibile abbinare anche la lipoaspirazione di tessuto adiposo in eccesso in aree specifiche.
3Cosa succede dopo l'operazione?
Normalmente sono richiesti uno o due giorni di ricovero. Dopo 48 ore circa si procede alla medicazione della ferita, alla rimozione del bendaggio compressivo, si tolgono i drenaggi. A questo punto il paziente deve indossare una panciera contenitiva per un periodo di 25-30 giorni. Le suture vengono rimosse dopo circa 15 giorni dall'intervento. Nei giorni successivi all'operazione si consiglia riposo assoluto e limitazione dei movimenti. È preferibile dormire in posizione semi-seduta per almeno due settimane. Dopo 7-10 giorni può essere ripresa l'attività lavorativa, e, dopo circa 40 giorni, quella sportiva. La mini-addominoplastica consente un recupero più veloce, grazie alla minor invasività dell'intervento e alla ridotta estensione delle suture.
4I farmaci
Nei primi giorni post-operatori sarà normale la presenza di dolore, gonfiore, arrossamento ed ecchimosi della zona trattata. Il fastidio post-operatorio può essere controllato con normali antidolorifici, antiemetici e antinfiammatori.
5Le cicatrici
Le cicatrici residue saranno due: una cicatrice lunga e trasversale ad “ala di gabbiano”, sovrapubica, facilmente occultabile con un normale slip e una cicatrice periombelicale. Nei casi più gravi potrebbe essere necessaria una terza sutura verticale, sottombelicale, perpendicolare all'incisione trasversale.
6I risultati
La buona riuscita dell'intervento chirurgico dipende da diversi fattori: la condizione clinica di partenza del paziente, la capacità di cicatrizzazione del paziente, una adeguata resezione tissutale e dall'osservanza del paziente delle indicazioni post-operatorie del medico (evitare movimenti inappropiati/esposizione al sole). Il profilo addominale desiderato dal paziente sarà raggiunto anche grazie all'ausilio di una corretta dieta e di un idoneo esercizio fisico.
7Quali sono i rischi?
Le complicanze dell'intervento possono essere costituite da: ematomi e sanguinamento, infezione e ritardata guarigione della ferita chirurgica, sieromi, cattiva cicatrizzazione, modificazione della sensibilità cutanea, necrosi cutanea, dolore persistente, tromboflebite venosa e asimmetria addominale.