Il nuovo trend del Filler Labbra è l’effetto naturale

In modo simile a quanto accade nel mondo della moda, anche in ambito chirurgico i  canoni estetici cambiano spesso e la tendenza di questo anno per il filler alle labbra è  l’effetto naturale, con una bocca ben proporzionata e armoniosa. 

Superati gli eccessi degli ultimi anni, caratterizzati da labbra esagerate o iper proiettate,  oggi si torna a puntare su una bellezza delicata e poco vistosa, con ritocchi quasi  impercettibili a occhio inesperto. Quindi sempre meno labbra dall’effetto “duck lips”! 

Se fino a qualche anno fa la richiesta era per labbra molto carnose, spesso con un effetto  “a canotto”, oggi al contrario si predilige il rispetto dei volumi naturali, della forma originaria e delle proporzioni delle labbra, che risultano così scolpite in totale armonia con il viso del  paziente. 

Filler Labbra Naturali: come ottenere l’effetto?

Un modo per mantenere le labbra naturali con il filler di acido ialuronico è quello di  rispettare la proporzione tra il labbro superiore e quello inferiore, che è di un terzo per il  primo e due terzi per il secondo: il labbro inferiore deve essere sempre più carnoso di  quello superiore per evitare un effetto artificioso.  

Labbra piene quindi ma con un aumento di volume del tutto naturale, per labbra sensuali  ma sempre ben proporzionate. 

Il filler alle labbra può essere utilizzato anche solo per correggere imperfezioni o  asimmetrie, senza per forza aumentare il volume delle labbra. In questi casi, la bocca del  paziente mantiene l’aspetto nativo, con il filler utilizzato solo per sistemare il difetto e  senza alterare la proiezione. 

Altre volte, invece, il filler alle labbra può avere lo scopo di ridare turgore e corpo a labbra  sottili o che hanno perso definizione con il passare del tempo. Invecchiando, le labbra  tendono a scendere verso il basso, difetto che può essere facilmente corretto con iniezioni mirate di acido ialuronico, utilizzato sia per risollevare i bordi che per ricreare la  demarcazione del contorno labbra. 

In ogni caso, è fondamentale valutare ogni singolo caso attraverso una visita accurata, in  modo da decidere, sulla base della morfologia del paziente, il tipo e la quantità di filler più  adatti al suo viso. Le labbra sono, così, studiate sulla fisionomia del paziente e scolpite in  armonia sul suo volto. Il filler in questo modo risulta quasi impercettibile e le labbra ben proporzionate sul volto, come se il paziente ci fosse nato. 

Per un effetto ancora più leggero, è possibile procedere in più sedute distanziate, in modo da modulare il risultato finale. 

Il filler alle labbra è un trattamento di medicina estetica e viene eseguito in ambulatorio. Ha una durata di circa 30 minuti e risulta indolore, grazie anche alla crema anestetica  applicata poco prima della sua esecuzione. 

Il risultato è immediatamente visibile anche se apprezzabile dopo un paio di giorni, appena passato il piccolo trauma delle microlesioni.

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Guarda la gallery sul filler labbra effetto naturale prima e dopo

 
 

Cos’è la diastasi dei muscoli retti

Ultimamente si parla molto di diastasi dei muscoli retti dell’addome, una patologia che colpisce molte donne durante il loro post parto ma che può essere anche conseguenza di un forte dimagrimento o presentarsi a seguito di pregressi interventi chirurgici. E’ una patologia che può interessare anche gli uomini.

Cosa si intende?

Con diastasi dei retti addominali si intende l’eccessiva separazione longitudinale dei muscoli addominali, che allargandosi si allontanano eccessivamente dalla linea mediana, detta anche linea alba. Questa, costituita da una fascia di tessuto connettivo sottile ma molto resistente, serve a tenere unito il muscolo di destra a quello di sinistra, contendendo così gli organi interni.

Durante la gravidanza, così come in un addome globboso dovuto ad un eccessivo aumento ponderale, con l’aumento del volume dell’utero, la linea mediana tende ad assottigliarsi e consumarsi, portando alla separazione dei muscoli retti dell’addome, lasciando così una fenditura tra i muscoli.
In alcuni casi, durante un intervento chirurgico questa struttura può essere lacerata.

La diastasi, quando è conseguenza fisiologica della gravidanza, nella maggior parte dei casi tende a risolversi spontaneamente entro i primi 12 mesi dopo il parto, con i muscoli che tornano parzialmente alla loro posizione precedente.

Per molte donne, invece, la diastasi diventa una patologia definitiva da trattare attraverso la chirurgia correttiva, soprattutto quando i muscoli non si richiudono in modo naturale e la distanza tra i retti addominali supera i 30-40 mm.

Come riconoscerla?

Oltre diversi problemi estetici – i più comuni sono la pancia gonfia anche dopo diversi mesi dal parto e la formazione di una “pinna” lungo la linea alba- la diastasi porta notevoli disagi fisici, complicanze come incontinenza, ernia ombelicale o iatale, senso di pesantezza al pavimento pelvico, lombalgie e dolori addominali, creando notevoli disagi e fastidi alla paziente.

Nonostante i numerosi video online su come fare un’autovalutazione, la vera diagnosi di diastasi dei retti addominali deve essere eseguita con un esame obiettivo da un medico, solo attraverso un’ecografia della parete addominale o tramite una risonanza magnetica è possibile valutare con precisione la severità, la presenza di ernie anche se piccole e, volendo, lo spessore della parete addominale e, in caso di esito positivo alla patologia, è opportuno trattarla.

I casi di diastasi molto leggera possono essere trattati eseguendo esercizi di ginnastica ipopressiva con l’ausilio di un fisioterapista mentre i casi di diastasi severa, quando cioè la separazione dei retti è molto netta, è necessario sottoporsi a un intervento al fine di chiudere chirurgicamente l’incavo che si è creato tra i muscoli.

Come avviene l’intervento chirurgico di chiusura?

L’intervento d’elezione è l’addominoplastica con plicatura dei muscoli retti dell’addome, intervento in cui attraverso un’incisione sopra al pube, i muscoli del retto addominale vengono avvicinati e suturati insieme tramite la ricostruzione della linea mediana, al fine di chiudere la diastasi.
L’operazione si svolge in anestesia generale e può durare fino a tre ore.

Nei casi di diastasi più grave, con rischio di recidiva o con tessuti particolarmente sfibrati, si può ricorrere all’inserimento di una rete, una protesi di prolene o polipropilene utilizzata come rinforzo per fissare i muscoli del retto dell’addome. 

All’intervento di addominoplastica per la chiusura dei retti dell’addome, se la paziente lo desidera, può essere abbinato un rimodellamento del corpo tramite liposuzione o un mommy makeover.

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Guarda la gallery sulla correzione della diastasi addominale prima e dopo.

L’intervento di addominoplastica

L’ addome a causa di perdita di peso, aumento di peso, calo ponderale o gravidanze è una delle zone del corpo soggetta a inestetismi e il rilassamento cutaneo è uno di quelli che viene vissuto con maggiore disagio, sia da uomini che da donne.

Eventi come la gravidanza o chirurgia bariatrica provocano la perdita della naturale elasticità cutanea, portando a un rilassamento della parete addominale e al cedimento della pelle.

Per rendere nuovamente tonico il proprio addome e rimuovere gli accumuli di grasso è possibile ricorrere all’addominoplastica. Con questa procedura si può, infatti, sistemare una pancia flaccida con tessuto in eccesso, eliminando la pelle e, abbinando la liposuzione dei fianchi, il grasso in eccesso per restituire tono alla parete muscolare, ottenendo così un ventre piatto.

Addominoplastica: chi è rivolta?

E’ un intervento adatto sia a uomini che a donne che, nonostante una buona forma fisica, presentano una lassità della parete addominale, un rilevante accumulo di grasso nella pancia o che, a seguito di un forte dimagrimento, si ritrovano con un eccesso di pelle sul ventre. 

Nonostante sia un intervento in grado di migliorare notevolmente la forma fisica del paziente, non è da intendersi come sostitutivo di uno stile di vita sano e di una dieta bilanciata o come un modo per perdere peso in modo rapido. Affinché l’intervento abbia successo, si consiglia infatti di sottoporsi ad esso dopo aver raggiunto il proprio peso forma.

L’intervento di addominoplastica consiste nella rimozione dei tessuti cutanei e adiposi in eccesso che si trovano nella parte inferiore dell’addome. Attraverso particolari tecniche di sutura muscolare è in grado di rinforzare la parete addominale, donando tonicità alla muscolatura e correggendo dove è presente la diastasi dei muscoli retti.
L’eliminazione del tessuto in eccesso del basso ventre consente anche di migliorare inestetismi cutanei come cicatrici e smagliature presenti nei quadranti inferiori, che vengono rimosse durante l’intervento, molto frequenti nei pazienti che si sottopongono a questa procedura.

Come avviene l’intervento di Addominoplastica?

La tecnica chirurgica standard prevede l’incisione dell’addome da fianco a fianco e appena sopra la zona del pube: si tratta di un’incisione molto bassa che può facilmente essere coperta da un indumento intimo anche piccolo.
La pelle viene scollata dalla parete addominale per scoprire la fascia muscolare, che viene riposizionata eliminando il tessuto in eccesso e traendo i lembi verso il basso, e l’ombelico isolato e riposizionato nella sua sede naturale. Se il paziente presenta la diastasi dei muscoli retti, i margini muscolari lungo la linea mediana vengono riavvicinati e suturati.

L’intervento procede poi con la trazione verso il basso della parete addominale, con il taglio della pelle in eccesso e con la chiusura dei margini e si conclude con il riposizionamento dell’ombelico e il posizionamento di drenaggi di aspirazione. Appena finito l’intervento viene applicato un bendaggio compressivo, che dopo 48 ore sarà rimosso e sostituito con un panciera elastica contenitiva, che dovrà essere indossata per i successivi 30 giorni.

Quanto dura la convalescenza?

L’operazione viene eseguita in anestesia generale, dura dalle due alle tre ore e, di solito, sono necessari un paio di giorni di ricovero. La convalescenza dell’addominoplastica dura un paio di giorni, in cui è consigliato riposo assoluto. Dopo circa7-10 di giorni si può riprendere l’attività lavorativa mentre per quella sportiva è opportuno aspettarne almeno 40. 

Le cicatrici residue saranno due e con il passare del tempo sempre meno visibili : una “ala di gabbiano” sopra al pube, facilmente occultabile sotto a uno slip, e l’altra sopra all’ombelico.

Per la buona riuscita dell’intervento e per evitare rischi con l’addominoplastica è necessario che il paziente osservi tutte le indicazioni post-operatorie date dal chirurgo plastico, come l’evitare movimenti inappropriati e l’esposizione al sole. L’esito dipende anche da fattori soggettivi come la condizione clinica di partenza del paziente e la sua capacità di cicatrizzazione.

Il risultato dell’addominoplatica sarà raggiunto e mantenuto anche grazie all’aiuto di una dieta equilibrata da una moderata attività fisica.

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Guarda la gallery sull’addominoplastica prima e dopo.

Come rimodellare il naso senza chirurgia con il rinofiller

 

A volte la paura della sala operatoria, altre il costo, altre ancora il timore di un risultato poco naturale fungono da deterrenti nel sottoporsi a una rinoplastica, nonostante resti la voglia di avere un viso armonico, con un naso proporzionato e un bel profilo.

La soluzione è il Rinofiller

Una soluzione in questi casi è data dal rinofiller, una tecnica non invasiva che permette di scolpire il naso attraverso l’utilizzo di filler riempitivi di acido ialuronico.
Tramite una serie di micro-iniezioni, i filler vanno a volumizzare e rimodellare il naso per correggere piccole irregolarità o imperfezioni.

Con il rinofiller è possibile modificare le aree asimmetriche, innalzare la radice del naso o sollevare la sua punta in maniera immediata e relativamente indolore.
E’ un trattamento consigliato sia a uomini che a donne che desiderano migliorare l’aspetto del proprio naso in modo non invasivo e con un risultato immediato, senza ricorrere a un’operazione chirurgica.

Rinofiller: come funziona?

Il filler, andando a riempire le irregolarità in cui manca il volume, è molto efficace in caso di piccoli ritocchi estetici e, in base all’inestetismo che si vuole risolvere, può essere iniettato in diversi punti: alla base del naso per far scomparire il gibbo nasale, meglio noto come gobba; alla radice della punta per innalzarla; sul dorso del naso, in caso di depressioni o irregolarità del profilo.

Dato che con il rinofiller si vanno a riempire le aree irregolari in cui manca il volume, aggiungendone, il naso non risulterà più grande ma solo più armonico. Le iniezioni, infatti, grazie all’abilità di un chirurgo plastico esperto, vanno a correggere le gobbe del naso o a sollevare leggermente la punta in modo del tutto naturale.

Va detto, però, che il rinofiller non è una tecnica adatta a tutti gli inestetismi. In caso, ad esempio, di un naso di grandi dimensioni, con la punta grossa o a patata, o di difficoltà respiratorie o turbinati è consigliato ricorrere a una rinoplastica chirurgica, intervento in grado di risolvere problemi respiratori e correggere inestetismi più importanti.

Rinofiller: Fa Male?

Come ogni altro filler, è un trattamento che viene eseguito in ambulatorio, dalla durata di circa 30 minuti. Sebbene dipenda dal grado di sopportazione di ogni persona, non è un trattamento particolarmente doloroso, grazie anche alla crema anestetica che viene applicata prima della sua esecuzione.

Il risultato è visibile immediatamente dopo il trattamento anche se apprezzabile in un paio di giorni, una volta passato il tipico gonfiore dato dal piccolo trauma delle microlesioni.
E’ una procedura che non necessita né di bendaggi né di cure specifiche, potendosi ritenere conclusa appena terminate le iniezioni. Trattandosi di filler, inoltre, non si avrà alcuna cicatrice o segno permanete.

Si possono riprendere le normali attività subito dopo le iniezioni, con l’unico accorgimento di evitare l’utilizzo di occhiali -da sole o da vista- nelle ore immediatamente successive. 

La durata del filler è soggettiva e data da fattori diversi, come lo stile di vita o l’abitudine al fumo, ma soprattutto dal tempo che impiega l’organismo a riassorbire l’acido ialuronico.
In ogni caso, i filler utilizzati per questo trattamento hanno una durata che varia dai 10 ai 12 mesi.

Trattandosi di un prodotto non permanente, in caso si volesse tornare al naso di partenza basterà aspettare il naturale riassorbimento del prodotto.

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Focos sugli occhi: quando ricorrere alla blefaroplastica per fini estetici

Gli occhi, considerati da sempre lo specchio dell’anima, rappresentano oggi il punto di massima attrazione del viso, soprattutto da quando si indossano mascherine che coprono metà volto. Uno sguardo stanco, spento o appesantito può creare disagio e imbarazzo e sono sempre più le pazienti che ricorrono alla chirurgia estetica delle palpebre, una serie di interventi volti a migliorare l’armonia degli occhi, al fine di rendere lo sguardo più aperto e il viso più giovane.

La blefaroplastica è un intervento che consiste nella rimozione chirurgica della pelle e/o del grasso in eccesso localizzati nelle palpebre e può essere superiore, inferiore o interessare entrambe, in base all’area oggetto di intervento.

Con il passare degli anni, le palpebre superiori sono soggette a invecchiamento e lassità, condizione che può portare a una ptosi dei tessuti palpebrali (moderata o severa) o, nei casi più gravi, a un eccesso di pelle tale da pregiudicare la capacità visiva.
La ptosi delle palpebre, da non confondere con la ptosi del sopracciglio trattandosi di due distretti anatomici diversi, può derivare anche da fattori congeniti e non legati all’invecchiamento, presentandosi quindi in giovane età.

Blefaroplastica Inferiore e Superiore

La blefaroplastica superiore è la procedura volta alla correzione di questi inestetismi. Attraverso un’incisione calcolata per essere posizionata in un piega naturale della palpebra, il tessuto cutaneo in eccesso viene asportato e, se necessario, con esso anche una piccola porzione del muscolo orbicolare ed eventuali borse adipose. Le cicatrici risultano pressoché invisibili.

Si tratta di un intervento abbastanza semplice e in grado di portare considerevoli benefici dal punto di vista estetico e funzionale, migliorando il visus nelle forme più gravi e donando un senso di leggerezza allo sguardo. 

Sebbene non ci sia un’età minima in cui sottoporsi a questo intervento, i candidati migliori sono persone la cui pelle degli occhi ha iniziato a dare segni di cedimento e lassità, condizione che si verifica più facilmente con l’avanzare dell’età. E’ fondamentale quindi che vi sia indicazione all’intervento. Non tutti sono candidati ideali alla blefaroplastica superiore e solo attraverso una visita accurata il chirurgo plastico può valutare se sia la soluzione più indicata tra le varie possibili.

Blefaroplastica Inferiore e Superiore

Altro inestetismo che rende lo sguardo meno seducente è dato dalle classiche borse sotto agli occhi, inestetismo lamentato spesso dalle pazienti in visita a studio. Invecchiando, le guance si svuotano, andando ad accentuare il rientramento del tear trough, il solco lacrimale, con il conseguente aumento delle occhiaie.

Per ovviare a questo difetto e rendere il viso più rilassato è possibile ricorrere a una blefaroplastica inferiore, un’incisione nel bordo sotto ciliare della palpebra per rimodellare le borse di grasso e l’eccesso di cute che determinano l’inestetismo. Grazie a un’accurata tecnica chirurgica è possibile anche riposizionare parte del grasso in eccesso al fine di correggere la depressione del tear trough, andando a riempiendo lo spazio vuoto.

Entrambi gli interventi hanno una durata media di 90 minuti e avvengono in anestesia locale con sedazione. Grazie all’effetto analgesico di questa anestesia, le operazioni risultano indolori sia durante la loro esecuzione che nel post operatorio.

Ove necessario, la blefaroplastica superiore e la blefaroplastica inferiore possono essere associate fra di loro, in questo caso si parla blefaroplastica completa. Questi interventi sono volti a ringiovanire il viso e illuminare lo sguardo ma non hanno effetti sulle rughe o sulla ptosi del sopracciglio, inestetismo per cui sono consigliati interventi diversi, come ad esempio il lifting del sopracciglio.

La scelta del tipo di intervento è valutabile solo attraverso un’accurata visita, al fine di pianificare l’operazione in modo ottimale e scegliere la tecnica più adatta, eventualmente combinando gli interventi di blefaroplastica superiore e inferiore insieme.

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Come avere un seno perfetto con la mastoplastica additiva

Mastoplastica additiva - Dual Plane

Che sia da pin up, grande come una coppa di champagne o a goccia, il seno è un’arma di seduzione fondamentale e la voglia di averlo perfetto spinge sempre più donne ad operarsi per migliorarlo. La mastoplastica additiva è, infatti, l’intervento di chirurgia plastica più richiesto nel mondo, con oltre 55.000 procedure di aumento del seno all’anno solo in Italia.

Nonostante sia un intervento estremamente richiesto, resta un’operazione molto complessa nella sua semplicità: ogni donna ha un seno diverso, unico, e ogni risultato sarà diverso, eccezionale in base alla forma di partenza. Nessun seno naturale è uguale all’altro, così come nessun seno operato sarà uguale all’altro.

Per questo motivo, prima di affrontare una mastoplastica additiva è necessario sottoporsi a una visita accurata, in modo che il chirurgo plastico possa valutare la base di partenza delle mammelle, la struttura del torace, determinare se ci siano malformazioni o complessità come ad esempio mammelle tubolari, tuberose, apoplasia mammaria, e progettare in modo puntuale l’operazione più adatta al tipo di seno.

Mastoplastica additiva - Sala operatorie
Mastoplastica additiva – Sala operatoria

In questo modo una mastoplastica additiva non si riduce a un semplice inserimento di protesi ma diventa un vera e propria scultura, una progettazione del seno studiata in ogni minimo dettaglio sul corpo della paziente, al fine di scegliere la tecnica più indicata o, eventualmente, combinarne diverse insieme.

Oltre alla base di partenza della paziente, infatti, le tecniche di posizionamento delle protesi incidono sul risultato estetico e la progettazione del seno perfetto dovrà tenere conto della procedura più adatta.

Il posizionamento delle protesi mammarie può avvenire in 3 modi: può essere retro ghiandolare, quindi dietro la ghiandola mammaria, retro muscolare, dietro al muscolo, o dual plane, parzialmente retro muscolare. Con la tecnica dual plane, in base al tipo di scollamento (di tipo I, II, III) è possibile correggere delle lievi ptosi mammarie senza ricorrere alla mastopessi e senza lasciare cicatrici evidenti.

Intervento di mastoplastica additiva – Dual Plane – 325cc

Qualora il rilassamento cutaneo dovesse essere più importante (la ptosi delle mammelle può essere di vari gradi di severità) è necessario ricorrere a una mastopessi, un intervento volto a correggere la ptosi del seno, riportandolo nella sua posizione originaria. In questo caso non si parla più di mastoplastica additiva standard ma di correzione del seno, che può avvenire anche tramite l’ausilio di protesi o attraverso una mastoplastica riduttiva in caso di mammelle estremamente grandi.

Le protesi, elemento la cui scelta è fondamentale per il risultato naturale di una mastoplastica additiva, sono di diversi tipi e svariate misure e forme e non è sempre facile orientarsi. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Le protesi rotonde, le prime introdotte in commercio, hanno una forma a semi sfera e una proiezione centrale e fissa. Il gel al loro interno ha diversi gradi di coesività (intesa come densità del gel) e ai diversi gradi di densità corrisponde la maggiore o minore morbidezza della protesi, caratteristica fondamentale nella programmazione di un intervento.

Intervento di mastoplastica additiva – Dual Plane – 325cc

Queste protesi, inoltre, hanno diverse texture: possono essere lisce, microtesturizzate e testurizzate o macro testurizzate. Una volta utilizzate sia lisce che testurizzate, a seguito della scoperta di un presunto legame tra le protesi testurizzate e la comparsa, in rarissimi casi, del Bia-Alcl, un tumore linfoma anaplastico a grandi cellule, si tende ad utilizzare solo le protesi lisce o microtesturizzate.

Le protesi anatomiche sono a forma di goccia e hanno la massima proiezione nel polo inferiore del seno: il volume è concentrato al di sotto del capezzolo per cercare di dare un effetto naturale. Solitamente sono testurizzate in modo da creare un “ancoraggio” ai tessuti sottomammari ed evitare la loro rotazione, complicanza purtroppo abbastanza frequente. A mio avviso non sono indicate per tutte le pazienti, proprio a causa del rischio di complicanze, e al tatto non sono particolarmente morbide, restando abbastanza innaturali.

Negli ultimi anni sono state introdotte in commercio le B Lite, protesi anatomiche il cui contenuto è composto da gel di silicone al quale sono state aggregate microsfere di borosilicato. Questo permette loro di essere molto leggere (pesano circa il 30% in meno rispetto alle altre protesi) ma la texture risulta molto dura e compatta.

Intervento di mastoplastica additiva – Dual Plane – 275cc

Le protesi più recenti sono le ergonomiche, a forma di semi sfera come le rotonde ma con il punto di massima proiezione variabile. Grazie alla struttura al silicone estremamente morbida, riescono ad adattarsi in modo dinamico ai movimenti del corpo, simulando di fatto la proiezione delle protesi anatomiche ma scongiurandone le complicazioni. Queste protesi garantiscono un seno molto morbido e un risultato estetico ottimale.
Ad oggi, in presenza delle giuste condizioni, sono le protesi che preferisco impiantare.

Sempre riguardo l’aumento del seno, negli ultimi anni si è parlato molto di lipoffiling, della possibilità cioè di riempire il seno con il grasso prelevato dal proprio corpo per aumentarne il volume. Personalmente lo sconsiglio, ritenendo che il risultato non sia così soddisfacente da sceglierla come tecnica prediletta.

Al contrario, sono un amante delle mastoplastiche additive combinate, in cui utilizzo il grasso per perfezionare l’intervento. In questo modo, si possono scolpire o rimodellare asimmetrie non migliorabili con il solo inserimento delle protesi; sistemare le depressioni dello sterno (pectum incavatus) che spesso compromettono il risultato di una additiva oppure, in caso di pazienti molto magre, migliorare lo spessore dei tessuti per rendere invisibili le protesi.

Intervento di mastoplastica additiva – Cicatrice post-intervento

La scelta dell’accesso per l’inserimento delle protesi è un altro aspetto da valutare nell’ottica di un seno perfetto e naturale, per avere cicatrici piccole e ben nascoste. Solitamente l’accesso delle protesi può essere dal pilastro ascellare, peri areolare (con accesso a semi luna nel capezzolo) o dal solco mammario.

La tecnica che preferisco utilizzare è un piccolo accesso nascosto nel grouve del solco mammario, in alcuni casi non oltre i 2 cm, in modo che la cicatrice nel tempo possa diventare invisibile, riducendo così ogni segno di mastoplastica additiva per donare alle mie pazienti un seno curato in ogni dettaglio.

Oltre agli aspetti tecnici, fondamentali nella progettazione dell’intervento, ancora più importante è la scelta del professionista a cui affidarsi. E’ indispensabile optare per un chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico abile e preparato, con esperienza e una casistica di interventi sufficiente a poter garantire risultati validi e duraturi nel tempo. Un intervento di mastoplastica additiva eseguito male potrebbe essere molto difficile da correggere in seguito, per questo è necessario affidarsi a mani esperte.

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Dalla classica alle russian lips: tecniche dei filler labbra

Le russian lips sono senza dubbio la tendenza del momento, con migliaia di hashtag su Instagram e video che spopolano su Tik Tok, tanto da scatenare un nuovo trend nell’ambito della medicina estetica. Ma in cosa consiste questo trattamento che arriva dalla Russia e sta facendo impazzire le donne italiane? Per capirlo occorre fare un passo indietro e partire dai filler labbra.

Il filler alle labbra è sicuramente uno dei ritocchi più richiesti in ambito estetico e consiste nell’aumento del volume delle labbra e la definizione della forma attraverso iniezioni di acido ialuronico. L’acido ialuronico è, infatti, il prodotto ideale per rimodellare le labbra, riproiettare il vermiglio, correggere piccole rughe o asimmetrie. E’ grazie ad esso che la pelle resta elastica e compatta e attraverso le sue iniezioni le labbra risultano più carnose, turgide e sensuali.

Le tecniche utilizzate sono diverse, così come diversi sono gli effetti che si possono ottenere: non tutte le labbra ritoccate sono uguali!

Lips Filler – Natural effect

Le principali tecniche utilizzate sono la lineare,  a ponfi o classica,  che consiste nell’inserire l’ago in modo parallelo al labbro e iniettare il filler mentre si retrae la siringa, la tecnica verticale, che vede le iniezioni perpendicolari al labbro superiore e quella seriale, che consiste nell’iniettare l’acido ialuronico con più punture per labbro, una dopo l’altra. 

Tutte le tecniche donano labbra piene e seducenti, ma è dalla verticale che deriva la tecnica russa, procedura sempre più richiesta grazie all’effetto naturale delle russian lips.

Abbandonati gli eccessi degli ultimi anni, con le labbra iper proiettate o effetti spiacevoli come le duck lips (labbra a papera), oggi il nuovo trend punta su una bellezza armoniosa e proporzionata, tipica delle russian lips.

Lips Filler – Armonia delle forme

Questa tecnica consiste nell’innalzare l’arco di Cupido attraverso iniezioni verticali, in modo da scolpire il volume del labbro superiore e alzare il vermiglio, attraverso il rilascio di piccolissime particelle di acido ialuronico.

Personalmente, utilizzo un metodo che unisce le diverse tecniche per la realizzazione di questo filler labbra, valutando soprattutto la base di partenza di ogni paziente. Questo mi permette di riempire, allargare e sollevare le labbra dove serve, innalzando l’arco di Cupido senza che la proiezione ne sia pregiudicata. Le labbra risultano carnose ma alte e piatte, con una leggera forma cuore.

A prescindere dalla tecnica utilizzata, che valuto di caso in caso, per me è fondamentale migliorare la morfologia del viso della paziente, creando le labbra più adatte all’unicità del suo viso. Le labbra sono, infatti, studiate sulla fisionomia della paziente e scolpite in armonia sul suo volto.
Le labbra risultano così naturali e, non amando particolarmente i volumi esagerati, sempre molto proporzionate.

Lips Filler – Armonia delle forme

Come ogni altro filler, è un trattamento che viene eseguito in ambulatorio, dalla durata di 20-30 minuti. Nonostante dipenda dal grado di sopportazione di ogni persona, non è particolarmente doloroso, grazie anche alla crema anestetica che viene applicata prima della sua esecuzione.

Il risultato è immediato anche se apprezzabile in un paio di giorni, una volta passato il tipico gonfiore dato dal piccolo trauma delle microlesioni. Si possono riprendere le normali attività immediatamente dopo le iniezioni, sfoggiando da subito le nuove russian lips!

La durata del filler è soggettiva e dipende da diversi fattori, dallo stile di vita, dal fumo, dalla dieta ma soprattutto dal tempo che impiega l’organismo a riassorbire l’acido ialuronico.
In ogni caso, i prodotti di nuova generazione da me utilizzati sono in grado di durare dai 3 ai 6 mesi. Ogni filler, poi, se ripetuto nel tempo crea una sorta di base nella labbra, aumentando di volta in volta il lasso di tempo tra un ritocco e l’altro.

Trattandosi di un prodotto non permanente, in caso si volesse tornare alle labbra di partenza basterà aspettare il naturale riassorbimento del prodotto.

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