Filler alle labbra: quanto dura?

Una delle domande che mi viene rivolta con più frequenza quando eseguo un filler alle  labbra con acido ialuronico è “quanto dura il filler labbra?”.  

Capita, infatti, che alcune pazienti abbiano avuto esperienze poco soddisfacenti con  trattamenti eseguiti altrove prima di venire al mio studio e che questi siano durati solo un  paio di mesi. 

Per poter rispondere in modo corretto a questa domanda, va innanzitutto chiarito che la durata del filler labbra è soggettiva e dipende da diversi fattori, primi fra tutti dal tempo che  impiega l’organismo a riassorbire l’acido ialuronico -in quanto naturalmente presente nel  nostro corpo viene da esso assorbito- e da alcune abitudini quotidiane di vita come il fumo, l’assunzione di alcolici e l’esposizione ai raggi solari, condizioni che oggettivamente  riducono la durata del filler.  

Altro fattore che contribuisce all’esito della durata del trattamento è il tipo di filler scelto.  Sul mercato esistono molteplici prodotti a base di acido ialuronico, differenti per brand,  qualità, costo e densità di gel al loro interno. Il mio consiglio è quello di affidarsi a mani  esperte e utilizzare filler di alta qualità, anche per prolungare la durata del trattamento oltre che per evitare di incorrere in complicanze. 

Quanto Dura il Filler Labbra?

Nella mia esperienza medica, i filler con cui mi sono trovato meglio a livello di qualità e  resa, sono quelli di marchi come Teoxane, Juvederm Ultra 4 e Restylane Kisse.  All’interno di questi marchi si trovano filler con acido ialuronico con diverse strutture,  strutture che vanno ad influenzare la durata del trattamento, e la scelta del tipo di filler che  utilizzo è valutata caso per caso, in base alla morfologia e alle richieste del paziente. 

In caso di primo trattamento alle labbra, inoltre, il filler tende a durare un pochino meno, in  quanto viene riassorbito prima dall’organismo. 

Va notato, però, che ogni filler, se ripetuto nel tempo, crea una specie di memoria  all’interno delle labbra, aumentando di volta in volta la durata del filler e prolungando il tempo intercorso tra un ritocco e l’altro. 

In caso di piccole correzioni, la durata del filler è minore in quanto proprio la quantità di  prodotto iniettato è minore, volta solo a correggere delle piccole asimmetrie o a creare un  leggero riempimento.  

Trattandosi di un prodotto non permanente, in caso si volesse tornare alle proprie labbra basterà aspettare il naturale riassorbimento del prodotto. Con il passare dei mesi, infatti,  l’acido ialuronico iniettato inizia ad essere metabolizzato e riassorbito dai tessuti e le labbra iniziano lentamente a sgonfiarsi.  

Le iniezioni nelle aree mobili, come le labbra che sono mucose particolarmente  vascolarizzate, hanno una durata infatti minore rispetto ai filler eseguiti in altre aree meno  mobili del corpo, come ad esempio gli zigomi. 

La Durata del Filler Labbra

Solitamente, dopo 8 mesi l’effetto riempitivo del filler si esaurisce completamente.  Questo ovviamente a condizione che siano stati utilizzati filler di ottima qualità e il  trattamento sia stato eseguito da un chirurgo plastico esperto, in grado di posizionare il  prodotto nelle giuste quantità e nelle corrette aree.  

Il filler alle labbra è un trattamento eseguito in ambulatorio, dalla durata circa 30 minuti. 

Anche se dipende dalla soglia di dolore personale, non risulta particolarmente doloroso,  grazie anche all’anestetico in crema che viene applicato prima della sua esecuzione. 

Il risultato è immediato anche se apprezzabile in un paio di giorni, appena passato il  leggero gonfiore dato dal piccolo trauma delle microlesioni.  

Per avere maggiori informazioni sulla mastoplastica additiva a Roma o sulla mastoplastica additiva a Milano e i suoi costi contattami su Whatsapp per una consulenza in uno dei miei studi, presenti anche a Caserta e Den Haag (NL).

Guarda la gallery sul filler labbra prima e dopo. 

 
 

UN PO’ DI CHIAREZZA SULLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

Che sia da pin up, grande come una coppa di champagne o a goccia, il seno è un’arma di seduzione fondamentale e la voglia di averlo perfetto spinge sempre più donne ad operarsi per migliorarlo. La mastoplastica additiva è, infatti, l’intervento di chirurgia plastica più richiesto nel mondo, con oltre 55.000 procedure di aumento del seno all’anno solo in Italia. 


Nonostante sia un intervento estremamente richiesto, resta un’operazione molto complessa nella sua semplicità: ogni donna ha un seno diverso, unico, e ogni risultato sarà diverso, eccezionale in base alla forma di partenza. Nessun seno naturale è uguale all’altro, così come nessun seno ritoccato sarà uguale all’altro.

Per questo motivo, prima di affrontare una mastoplastica additiva è necessario sottoporsi a una visita accurata, in modo che il chirurgo possa valutare la struttura del torace, determinare se ci siano malformazioni o complessità come ad esempio mammelle tubolari, tuberose, apoplasia mammaria, e progettare in modo puntuale l’operazione più adatta al tipo di seno.

In questo modo una mastoplastica additiva non si riduce a un semplice inserimento di protesi ma diventa un vera e propria scultura, una progettazione del seno studiata sul corpo della paziente, al fine di scegliere la tecnica più indicata o, eventualmente, combinarne diverse insieme.

Oltre alla base di partenza della paziente, infatti, le tecniche di posizionamento delle protesi incidono sul risultato estetico e la progettazione del seno perfetto dovrà tenere conto della procedura più adatta.

Il posizionamento delle protesi mammarie può avvenire in 3 modi: può essere retro ghiandolare, quindi dietro la ghiandola mammaria, retro muscolare, dietro al muscolo nei casi in cui non ci sia abbastanza tessuto mammario, o dual plane, parzialmente retro muscolare, in caso di leggero rilassamento cutaneo.

Qualora il rilassamento cutaneo dovesse essere più importante, con seno svuotato e cadente, si può ricorrere a una mastopessi, un intervento volto a correggere la ptosi del seno, riportandolo nella sua posizione originaria. Anche in questo caso si può aumentare il seno, sia attraverso l’utilizzo di grasso per scolpire in modo migliore il petto (lipofilling) o sempre inserendo delle protesi.

Le protesi, elemento la cui scelta è fondamentale per la riuscita di una mastoplastica additiva, sono di diversi tipi e svariate misure e il loro inserimento avviene tramite una piccola incisione sotto al seno, in modo che la cicatrice sia sottile e poco visibile.
Ogni protesi è composta da un involucro in silicone altamente compatibile con l’organismo e si differenziano sostanzialmente per la forma e la conseguente proiezione che realizzano.

Le protesi rotonde, le prime introdotte in commercio, hanno una forma a semi sfera e una proiezione centrale e fissa. Il gel al loro interno può essere più o meno coesivo, in base all’aumento che si vuole realizzare: più il gel sarà denso, maggiori saranno i volumi. Al contempo, però, a un gel più coeso corrisponde una protesi più dura, quindi più artificiosa al tatto.

Una volta utilizzate sia lisce che testurizzate, a seguito della scoperta di un presunto legame tra le protesi testurizzate e la comparsa, in rarissimi casi, del Bia-Alcl, un tumore linfoma anaplastico a grandi cellule, si tende ad utilizzare solo le protesi lisce.

Le protesi anatomiche sonoa forma di goccia e hanno la massima proiezione nel polo inferiore del seno: il volume è concentrato al di sotto del capezzolo, per un effetto estremamente naturale. Solitamente sono testurizzate in modo da creare un “ancoraggio” al seno ed evitare la loro rotazione, complicanza purtroppo abbastanza frequente in persone che fanno molta attività sportiva.

Negli ultimi anni, sono state introdotte in commercio le B Lite, protesi anatomiche il cui contenuto è composto da gel di silicone al quale sono state aggregate microsfere di borosilicato. Questo permette loro di essere molto leggere (pesano circa il 30% in meno rispetto alle altre protesi) ma la texture risulta molto dura e compatta.

Le protesi più recenti sono le ergonomiche, a forma di semi sfera come le rotonde ma con il punto di massima proiezione variabile. Grazie alla struttura al silicone estremamente morbida, riescono ad adattarsi in modo dinamico ai movimenti del corpo, simulando di fatto la proiezione delle protesi anatomiche ma scongiurandone le complicazioni. Queste protesi garantiscono un seno molto morbido e un risultato estetico ottimale.
Ad oggi, in presenza delle giuste condizioni, sono le protesi che preferisco impiantare.

Per avere maggiori informazioni sulla mastoplastica additiva e i suoi costi contattami per una consulenza in uno dei miei studi di Roma, Milano, Caserta o Den Haag (NL).

Guarda la gallery sulla mastoplastica additiva prima e dopo.

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